Perchè un ex Dirigente Svizzero invece di andare in pensione crea Longebility?

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Tu dove ti trovavi nel Gennaio di 33 anni fa?

Lo ricordo come fosse ieri quell’inverno del 1985. Uno dei più freddi mai vissuti.

Ne è caduta tanta di neve quel giorno, mentre decollava la mia carriera in una grande e importante azienda di assicurazioni.

Di inverni, allora, ne avevo appena 25.

Ti confesso che la longevità era l’ultimo dei mie pensieri.

Come potrai immaginare, mi destreggiavo nella mia nuova vita da adulto in un progetto di vita non troppo diverso da quello dei miei coetanei.

A quel tempo ero un giovanotto e mi trovavo nel pieno del secondo Campo Evolutivo, quello della realizzazione personale sul piano della materia: la mia preoccupazione principale era guadagnare soldi abbastanza per acquistare una casa e mettere radici.

I Campi Evolutivi (4 in tutto) sono uno strumento potentissimo che ti aiuta a vivere con soddisfazione e profitto tutte le 4 principali fasi della vita, dalla giovinezza alla maturità.

Infatti ogni fase è diversa: ha i suoi piaceri, obiettivi biologici e spirituali. A 20 anni eri una persona “diversa” da come sei oggi, giusto?

Ho “ri-adattato” queste fasi dalla filosofia indiana dell’Ashrama perché quando hai passato i 50 anni e segui le regole di un Campo Evolutivo non tuo, ti condanni all’infelicità.  

Ma perché mi sono interessato all’abilità di essere longevi?

E’ iniziato tutto durante un meeting aziendale mentre un esperto ci presentava tabelle e statistiche sulla longevità che i più non sanno leggere. Ma che facevano davvero preoccupare un esperto di assicurazioni come me.

“Chi pagherà tutto questo?” pensai in silenzio mentre scarabocchiavo pensieroso sul blocchetto degli appunti.

Il mio 50esimo compleanno era vicino ed ero ormai un professionista della “Previdenza” che significa “saper prevedere e prevenire”.

Ho amato la mia professione per la concretezza che richiede, perché mi ha insegnato a prendere decisioni basandomi sui fatti e sui numeri.

Proprio il mio essere “pragmatico” e realista mi ha aiutato a leggere con estrema lucidità le conseguenze di quelle statistiche su una longevità sempre più lunga.

Fidati, per un addetto ai lavori come me, le statistiche che vedevo sul mio foglio erano sconcertanti, ti accorgi che la tovaglia è troppo corta per coprire tutto il tavolo.

Se a 25 anni avrei pensato che la cosa mi riguardava di striscio, a 50 iniziavo a preoccuparmi e intravedere il “disastro annunciato” che stava per esplodere come una bomba a orologeria su di me e la mia generazione: la LONGEVITÀ senza salute.

Per darti una statistica recente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che nel 2050 una persona su 5, nel mondo, avrà più di 60 anni. Con un’aspettativa di vita di oltre 80 anni.

Non era mai successo prima nella storia dell’uomo che l’aspettativa di vita fosse così lunga, e che potesse allungarsi ancora così velocemente! Con i progressi della medicina e della biologia, alcuni studiosi dicono che potremmo arrivare tranquillamente ai 120 se non 150 anni.

La prima cosa a cui ho pensato è stato: “dove troveremo i fondi?” sia per occuparsi degli anziani non autosufficienti che pagare le pensioni.

Ecco le prime conseguenze:

  • i costi per la sanità saranno insostenibili
  • la qualità della sanità si abbasserà per mancanza di risorse.

Dentro di me si agitavano sentimenti contrastanti. 

Perché una vita lunga è quello che vorrebbero tutti, in fondo. Significa più tempo da passare con i propri cari, la gioia di vedere i nipotini crescere.

Ma avevo già delle preoccupazioni sull’invecchiamento, e quelle statistiche su un foglio non hanno fatto altro che mettermi davanti la cruda realtà.

Ho sentito l’ansia assalirmi: ho capito che invecchiare mi faceva PAURA.

Mi sembrava di vedermi già a 80 anni, incapace di parlare a causa di una brutta malattia degenerativa.

Magari capace di arrivare a 120 anni, ma ancora più malato e solo.

Intrappolato in un corpo che non so più guidare, non mi ricordo chi sono e come ci si abbottona una camicia. Nei momenti peggiori mi immaginavo colpito da un infarto e restare immobilizzato con una mente attiva ma incapace di muovermi.

Non saprei proprio scegliere cosa sia peggio!

Ma il terrore più grande era di diventare un peso insostenibile per i miei figli, costretti ad occuparsi di me per così tanti anni e fare al mio posto tutte le cose che non posso più fare per me stesso.

Quasi potevo vedermi soffrire la solitudine, non più capace di uscire di casa da solo e poter decidere per me stesso.

Con l’angoscia di vedermi per la maggior parte dei miei ultimi anni da anziano steso su un letto d’ospedale, incapace di andare al bagno da solo.

E’ proprio a questo punto che ho pensato “ma allora, che senso ha vivere così a lungo”? 

Perché, ormai mi era chiaro che “vivere a lungo” non fa certo rima con “vivere meglio”. Non riuscivo a vedere una via d’uscita.

Diciamoci la verità, la longevità senza salute suona più come una condanna che come un dono.

Ti confesso che sono stati momenti difficili, ero molto confuso e spaventato per quanto riguarda il futuro.

Anche se non avevo il coraggio di parlarne con nessuno, la paura mi accompagnava come una spina piccola ma fastidiosa che non riuscivo a togliere.

Sapevo di essere una persona abbastanza realizzata. Affetti, relazioni stimolanti, obiettivi, una macchina e il necessario per vivere bene, ma…

C’era sempre quel “ma” insieme alle insicurezze che ti vengono dall’età: il corpo che cambia, l’energia che si esaurisce più velocemente. Anche il semplice sentirsi un po’ “rincretiniti” rispetto ai giovani, così veloci e capaci di stare al passo senza cedimenti.

Ma come succede spesso nella vita, le risposte sono arrivate all’improvviso e in modo inaspettato.

Non so se hai mai sentito la citazione “quando l’allievo è pronto, il maestro arriva”.

Direi che il mio maestro è arrivato in un posto speciale, nel 2015. Non sottoforma di una persona, ma di un viaggio di 3 mesi nell’antico continente Asiatico.

Viaggiare è una delle mie passioni perché mi permette di conoscere realtà diverse. Ma forse sotto sotto mi stavo aggrappando a quel viaggio.

Visitando quei templi maestosi e guardando la sacralità dei monaci buddhisti mi aspettavo delle risposte che non riuscivo a trovare altrove.

Soprattutto in quel momento di confusione e paura per il mio futuro passati i 50 anni, quel viaggio aveva un qualcosa di magico.

Che però non capii subito.

Dal giorno del mio arrivo, ero stato contagiato dai sorrisi solari degli abitanti del Nepal e della Cambogia, stupito dalla felicità di una vita semplice.

Assorbito completamente nella mia routine di lavoro e vita un po’ frenetica, durante il viaggio ho respirato il significato di “pace interiore” che ti trasmettono gli incantati templi buddisti arrampicati sulle montagne del Buthan.

A proposito, sai che in questo Paese non c’è il Prodotto Interno Lordo per quantificare la ricchezza della popolazione, ma usano L’Indice di Felicità Interna?

Questo significa che tutte le scelte, da quelle economiche per il Regno, a quelle di politica sociale sono orientate verso la Felicità degli abitanti del Buthan.

Nonostante pensavo che fosse molto interessante, allo stesso tempo ero convinto che quella “serenità” non avrebbe funzionato nel “mio mondo”.

La mia natura pragmatica che mi aiuta tanto nel lavoro si stava facendo sentire.

Mi portava ad essere scettico e a credere solo nelle cose che posso vedere e sentire sulla mia pelle, ed ero ancora preoccupato per il mio futuro dopo i 50 anni, che non sembrava così sereno.

Immerso nei miei pensieri, mi sono accorto di un signore in salute di almeno 60 anni, seduto tranquillamente a meditare sul pavimento vicino al tempio.

La nostra guida ci ha spiegato che i Senior (persone dai 50 anni in su) in Buthan si dedicano completamente a sviluppare il proprio lato spirituale, sostando nei pressi dei luoghi sacri. Ora mi spiegavo la presenza di tanti Senior che seduti leggevano un libro o pregavano.

Questa idea mi ha stupito così tanto che mi sono avvicinato a Sang, un anziano signore dagli occhi vispi, per fargli le domande a cui io non riuscivo a trovare risposta.

“Sang, in che cosa consiste la felicità per gli abitanti del Buthan?” e lui mi ha risposto in inglese, enigmatico: “un popolo felice cammina insieme”.

Poi mi ha spiegato che tutti gli esseri umani, che lo sappiano o no, aspirano ad essere felici. E che raggiungere la felicità personale è impossibile in una società caotica e infelice.

Quindi oltre ai bisogni materiali, contano nello stesso modo i bisogni mentali e spirituali.

Ma la cosa che mi ha fatto pensare di più è una frase di Sang sulla “responsabilità nella felicità” che segue il principio buddhista di “non nuocere”.

Con parole semplici mi ha trasmesso questo: “la tua felicità è vera SE non nuoce agli altri popoli e alle generazioni che verranno”.

Per questo è così importante per la società del Buthan garantire le migliori condizioni non solo materiali, ma anche psicologiche e spirituali ai suoi abitanti.

La felicità dell’individuo dipende infatti dalla felicità della società in cui vive.

Non ci avevo mai pensato fino a quel momento.

La saggezza di Sang mi ha riportato alle statistiche sulla longevità inarrestabile. Nel 2050 il numero di Senior passerà da 800 milioni a due miliardi, mettendo a dura prova lo Stato Sociale.

Dunque nel futuro i Senior saranno la maggioranza, con la responsabilità della propria felicità e di quella delle altre generazioni.

Questi pensieri e intuizioni mi hanno accompagnato fino in India, la fine del mio viaggio ma l’inizio di un’intuizione che mi ha portato a fondare il progetto che ti presenterò fra poco.

Prima lascia che ti racconti l’altro pezzo del puzzle che in qualche modo mi ha dato le risposte che cercavo sulla longevità.

Camminavo nel villaggio che diede i natali al Buddha in persona, e come succede nei film, vedi con i tuoi occhi come la gente dell’India vive in armonia con la NATURA e il proprio IO INTERIORE, nonostante la “povertà” materiale.

Ma come facevano ad essere così felici? Ho scoperto che la loro visione della vita è suddivisa in 4 fasi, chiamate “Ashrama”.

E neanche a dirlo, le ultime due fasi che da noi corrispondono alla “vecchiaia”, in questo luogo di spiritualità e saggezza hanno ben altro valore.

I Senior e i Super Senior hanno un ruolo incredibilmente importante come guida della famiglia perché:

  • sostengono e guidano le nuove generazioni 
  • mediano i conflitti nella comunità 
  • hanno il tempo di dedicarsi completamente alla loro spiritualità. 

Appena tornato dal viaggio, per fatalità ho trovato un conoscente andato in pensione da un paio d’anni.

Era da un po’ che non ci vedevamo, e mi sono sorpreso di vederlo appesantito da una visibile pancetta, con l’espressione un po’ triste. Parlandoci un po’, era chiaro che si stava “lasciando andare” perché sentiva che in qualche modo il meglio era passato.

Che differenza rispetto a Sang, della stessa età, che avevo incontrato in Buthan!

Il mio conoscente purtroppo ha assorbito come una spugna le idee negative sull’invecchiamento che sono profondamente radicate nel mondo occidentale in cui viviamo.

Eccone alcune:

  • la parola “anziano” ha un alone negativo 
  • dopo la pensione rischi di sentirsi “inutile” 
  • sei tentato di lasciarti andare alla tristezza e al sovrappeso 
  • non hai più un ruolo chiaro nella società e questo ti fa sentire inadeguato. 

E’ stato grazie a questo confronto con l’esperienza della longevità in Oriente che ho avuto l‘intuizione per creare LONGEBILITY poiché:

  • la nostra idea negativa di vecchiaia ha bisogno di una metamorfosi 
  • se non viviamo in armonia nella giusta fase di vita Ashrama, ci auto-condanniamo all’infelicità
  • si può vivere una vecchiaia piena e felice solo se si diventa responsabili della propria longevità

Una volta tornato da quel viaggio, ho impiegato tutte le mie energie a “prevedere” un futuro diverso per tutti noi che abbiamo passato i 50 anni (e potremo arrivare a 120 anni).

Ho deciso di condividere queste conoscenze che ho dovuto costruirmi e mettere insieme da solo affinché tutti possano trarne beneficio.

Perché a quanto vedo, nessuno AD OGGI sta prendendo sul serio l’emergenza di una longevità mal gestita, che probabilmente fa comodo al business miliardario che ci gira intorno, ma non certo alle persone e al Pianeta che ci ospita.

E’ così che nasce il progetto LONGEBILITY, il primo portale della Longebilità in Europa, che ha finalmente visto la luce nel 2018 con questo blog.

L’ho pensato come un sistema che vuole spazzare via l’idea malsana di una vecchiaia fatta di malattia, vissuta con passività e solitudine, dove ci si lascia andare a quello che io definisco “l’effetto Ormai”, cioè tutte quelle convinzioni negative che ti portano a invecchiare male e ad ammalarti più facilmente.

Longebility (l’abilità nella longevità) perché nasce e a chi si rivolge.

Longebility è il primo rivoluzionario sistema per una vita longeva e felice

Benvenuto in questo blog dove si parla di longevità, ma non “longevità qualsiasi” ma “longevità qualitativa”.

In pratica leggendo questi articoli imparerai come vivere più a lungo più in salute!

Ma prima di spiegarti che cos’è nello specifico il sistema Longebility, permettimi di presentarmi: sono Enzo Parianotti e mi piace definirmi un ricercatore per la longebilità, ovvero l’abilità di essere longevi.

Forse ora penserai “non pensavo ci volesse la laurea per invecchiare!”

E (purtroppo) non ti sbagli! Come ho visto spesso durante la mia carriera in un’importante azienda di assicurazioni, la maggioranza della gente pensa alla longevità come una spada di Damocle che può cascargli in testa da un momento all’altro. 

Se da una parte si vuole vivere il più a lungo possibile, dall’altra si resta un po’ sospesi, senza un progetto di vita.

E quando chiedo a una qualsiasi persone che ha superato i cinquanta anni: “ma tu vorresti arrivare a 120 anni?” seconde te, come risponde?

Magari pensa un attimo a cosa mi risponderesti tu.

Se come me hai più di 50 anni (io ho 58 estati per la precisione, che è la mia stagione preferita) forse penserai: “ma no che non vorrei arrivare a 120 anni, per carità!”.

Eppure la scienza ci dice che sarà possibile fino a 120 anni.

Ti sembra tanto?

Addirittura c’è Aubrey de Grey, biologo-gerontologo che sta dedicando la sua vita a sconfiggere l’invecchiamento ed è convinto che si potrebbe addirittura vivere fino a 1000 anni, come una quercia del Salento.

I risultati in laboratorio con i topi infatti, gli stanno dimostrando che sarebbe possibile far regredire le cellule alla gioventù, un po’ come fare retromarcia sull’età biologica dell’uomo.

Ma allora perché mi rispondi in quel modo pessimistico quando ti chiedo se vuoi vivere fino a 120 anni?

E’ chiaro che nella tua mente è stata instillata un’associazione mentale automatica, il cui triste risultato è: Anziano = Malattia e disagio. 

Attorno a questo tema c’è molto pregiudizio e timore. Da una parte non si vuole morire, ma dall’altra si ha paura di perdere la salute con gli anni. 

E’ proprio questo il nocciolo della questione: abbiamo sempre vissuto la longevità come qualcosa da raggiungere e misurare in anni e mai come qualità di vita.

Basandomi sulla mia esperienza professionale e di vita mi sono fatto questa idea, vediamo tu che ne pensi.

Per la società e il modo di pensare comune, c’è solo un modo per invecchiare:

  • dopo la pensione, guardare la TV e aspettare, senza uno scopo preciso 
  • rassegnarti al fatto che avrai fastidiosi e dolorosi problemi fisici
  • avrai una “normale” perdita di memoria
  • in generale ti sentirai più fragile e indifeso 

Insomma, questo è l’attuale paradigma della vecchiaia, niente male vero?

Ci credo che nessuno vorrebbe arrivare a 120 anni in queste condizioni.

Un paradigma è appunto come un programma automatico installato nel tuo cervello.

In pratica hai dei pensieri e convinzioni negative sul tuo futuro proprio come quelle che ho scritto sopra.

La cosa preoccupante è che circolano come cani sciolti e fanno gravi danni nella tua mente (e di conseguenza, nel tuo corpo!), senza alcun controllo.

Con il risultato che invecchi più velocemente, e male.

Per aiutarti a sviluppare l’abilità di essere longevo ho creato la Longebility Community dove all'interno condividerò le mie conoscenze e intervisterò direttamente i più autorevoli esponenti nel campo della salute. Ma non solo.

Cosa c’è per te su questo blog?

  • Una raccolta aggiornata di testimonianze di persone che, come fari nella notte della rassegnazione hanno preso in mano la propria vita con coraggio, per farne un capolavoro di cui andare fieri a qualsiasi età.
  • Ti saranno spiegati in modo semplice e chiaro i METODI e gli STRUMENTI derivati da ricerche rivoluzionarie. Per citarne alcune, gli esperimenti sui Neuroni Specchio (Mirror neuron) e le ultime scoperte sul Telomeri del premio Nobel Elizabeth Blackburn che ti apriranno un mondo su come vivere una vita Longebility.
  • Troverai una raccolta di suggerimenti e idee pratiche per evitare di disperdere e sprecare la tua ENERGIA VITALE, potenziandola attraverso un rapporto armonioso con il cibo, le relazioni e il movimenti fisico.

Ma aspetta, come fai a sapere se Longebility fa per te?

Longebility è adatta a tutte quelle persone curiose, che sentono di voler evolvere, perché intuiscono che l’età non è un limite come vogliono farci credere.

Proprio come la meravigliosa Jane Fonda, il cui discorso sulla piattaforma TED incarna questi principi dice:

“La longevità è come una scalinata verso l’alto nello sviluppo spirituale, e non come un arco che scende verso la ‘decrepitudine’” (ecco qui sotto il suo discorso con i sottotitoli in italiano)

Come lei, credo fermamente che lo scopo della Terza e Quarta età sia quello di evolvere, continuando a fare, godere ed amare in salute.

Quindi se mi hai seguito fino a qui, significa che hai trovato interessante il sistema Longebility per aiutarti a vivere una longevità consapevole e responsabile.

Se anche tu vuoi sapere come Longebilitare per vivere una vita consapevole dove sei tu a scegliere il tuo futuro dopo i 50 anni, entra nella Longebility Community.

In questo modo potrai fare il pieno di idee che è difficile trovare altrove, potrai:

  • diventare consapevole delle idee depotenzianti sulla longevità che hai senza rendertene conto 
  • costruire una vita di successo, cioè che NON ti succede per caso, ma che fai succedere come la vuoi tu 
  • avere gli strumenti per evolvere e proteggere la Terra e le nuove generazioni 

Ci sentiamo presto,

Enzo Parianotti

Ricercatore e Fondatore di Longebility

Il primo rivoluzionario sistema per una vita longeva e felice

 

PS. Se hai deciso di entrare nella Longebility Community, lascia che ti dica GRAZIE! E’ ammirevole il tuo impegno per costruire una vita piena, nel rispetto di te stesso e del pianeta. C’è bisogno di persone come te per costruire un NUOVO paradigma dell’età, dove le generazioni non si fanno la guerra ma lavorano insieme.

Se invece non l’hai ancora fatto, entra nella Longebility Community (se poi non sarai contento delle informazioni che riceverai potrai disiscriverti in ogni momento).

Enzo Parianotti
Fondatore di Longebility

"Ti insegno a diventare longevo, sano, saggio e felice dopo i 50 anni"

Dopo una carriera durata oltre 35 anni nella piu grande azienda Svizzera nel campo della previdenza e finanza Enzo ha deciso di riunire tutte le sue conoscenze in un sistema rivoluzionario che permette a qualsiasi persona over 50 di prendere in mano la sua vita per dare un nuovo volto alla sua vecchiaia.

Ecco alcune informazioni su Enzo:

  • Imprenditore attivo in Italia e Svizzera
  • Viaggiatore seriale (Ha visitato piu di 70 nazioni tra cui India, Nepal, Cina, Egitto, Peru, Stati Uniti, Marocco, Australia, Russia, ecc)
  • Parla 4 lingue (Italiano, Inglese, Tedesco e Francese)
  • Ha imparato dai migliori al mondo nel campo della crescita personale
  • È conosciuto per la sua capacità di collegare insegnamenti spirituali antichi con le ultime scoperte di neuroscienze e di fisica quantistica
  • Vive a Locarno in Svizzera e viaggia il mondo per scoprire i segreti alla base della longevità, del benessere psico-fisico e della spiritualità

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